PERITO INDUSTRIALE
Il perito industriale è un tecnico diplomato o laureato operante, nell'ambito delle proprie competenze e specializzazioni, nei settori ingegneristici industriale, terziario e civile, la cui figura professionale è regolamentata dalla normativa italiana.
La preparazione del perito industriale nell'ambito delle materie tecniche può associarsi ad una specializzazione in un particolare settore dell'industria. Il perito industriale può, nell'esclusivo ambito delle proprie competenze, svolgere funzioni di coordinamento, direttive, esecutive, o di progettazione.
Il titolo di "perito industriale" si ottiene al completamento della scuola secondaria superiore d'indirizzo tecnico industriale (ITI) statale, paritario o legalmente riconosciuto. Al conseguimento del diploma, il perito industriale ha una preparazione generalista in tutte le materie tecniche e matematiche (chimica, fisica, matematica, statistica, informatica e inglese tecnico), completa di parte pratica (laboratori) e di parte teorica.
La libera professione è riservata agli iscritti ai vari collegi provinciali, che fanno capo al consiglio nazionale. L'iscrizione all'albo si ottiene dopo aver espletato un praticantato della durata di 18 mesi presso un perito industriale, un ingegnere o un architetto, iscritti nei rispettivi albi da almeno un quinquennio, e dopo aver superato l'esame di Stato per l'abilitazione alla professione. L'accesso alla professione è possibile anche con il conseguimento di lauree triennali in determinate discipline (classi di laurea), sempre previo superamento dell'esame di Stato. In questo caso si acquisisce il titolo di "perito industriale laureato". Non esiste alcuna differenza in materia di competenze professionali tra periti industriali laureati e periti industriali.
Come professionista iscritto all'Albo è tenuto a rispettare un codice deontologico.
L'abbreviazione del titolo professionale raccomandato dal CNPI è "Per.Ind." così come riportato sul timbro professionale, a prescindere dal tipo di specializzazione.
